IL METODO AFFOLTER
Al Centro per i disturbi della percezione si applica il metodo Affolter. Si tratta di una tecnica che costituisce un vero e proprio modello riabilitativo e di sostegno adottato da scuole specializzate, istituti di riabilitazione infantile, centri di accoglienza per anziani, centri di riabilitazione neurologica e ospedali situati prevalentemente su tutto il territorio Svizzero ma anche in Germania e nei Paesi Scandinavi. La sua ideazione e messa in attorisale al 1963 con l’apertura, presso l’ospedale cantonale di San Gallo, del reparto pediatrico di otofoniatria (Paedoaudiologische Abteilung); da allora di importanti passi avanti nell’impiego, nella diffusione e nel perfezionamento di questo metodo ne sono stati fatti tanti, tra cui quello determinante con la fondazione, nel 1976, sia del Centro per i disturbi della percezione che della Scuola speciale per bambini con disturbi della percezione, dove team qualificati operano ancora oggi per rispondere alle esigenze di una sempre maggiore utenza.Il metodo Affolter ha, fondamentalmente, un doppio orientamento:
- in età evolutiva
- in situazioni riabilitative
In età evolutiva
Osservazione del comportamento e ricerca scientifica a confronto: ovvero conoscenze acquisite e dati ufficiali
- Per anni sono state condotte osservazioni sulle modalità di interazione tra persona e ambiente. I dati emersi sono stati esaminati dopo aver creato gruppi in base alla tipologia dei soggetti presi in esame; quindi: soggetti sani (sia bambini che adulti) e soggetti affetti da patologie neurologiche di varia natura o che più semplicemente presentavano disturbi comportamentali;
- grazie a finanziamenti ottenuti dal Swiss National Science Foundation è stato possibile estendere le ricerche al campo delle prestazioni percettive (comparando bambini sani a bambini con deficit sensoriale ea bambiniaffetti da disturbi del linguaggio di varia entità);
- sono state condotte ricerche longitudinali sullo sviluppo di bambini affetti da disturbi del linguaggio;
- come anche ricerche sui processi di problem-solving in bambini sani e bambini affetti da disturbi del linguaggio.
Ripercorrendo le tappe storiche della nostra attività i dati emersi risultarono fin da subito estremamente significativi e tali da consentire alla d.ssa Affolter di elaborare, in ambito pedagogico, teorie di grande interesse per quanto riguarda sia lo sviluppo normale che quello anomalo, il tutto a vantaggio dei conseguenti fini riabilitativi. Si rese quindi urgente progettare interventi adeguati che si basassero sulle evidenze emerse nel campione dei soggetti monitorati e che, fondamentalmente, avevano rivelato tre punti chiave:
- Lo sviluppo cognitivo scaturisce dall’interazione tra la persona e l’ambiente. Le interazioni più importanti, sotto questo aspetto, sono quelle che avvengono mentre si svolgono le normali attività quotidiane. Interazione significa esperienza. Esperienza è il modo per imparare e per crescere ed è dunque la radice dello sviluppo.
- L’informazione tattile è fondamentale; per mezzo di essa si esplora l’ambiente circostante, è il tramite per qualunque interazione ed è alla base nell’elaborazione di prestazioni percettive più complesse. Un normale sviluppo cognitivo può aver luogo esclusivamente se le informazioni tattili sono percepite correttamente.
- Le capacità cognitive trovano quindi un doppio fondamento; si tratta essenzialmente delle associazioni causa/effetto (cosa avviene nel corso di un’attività?) da una parte e della consapevolezza della posizione del proprio corpo rispetto all’ambiente (dove mi trovo?) dall’altra.Ricapitolando l’esperienza puramente tattile (non solo visiva o uditiva) che deriva dall’interazione tra la persona e l’ambiente nel corso delle attività quotidiane può essere tranquillamente considerata come radice dello sviluppo o crescita mentale. Solo un ampliamento o riorganizzazione di questo meccanismo di base mediante un’intensa e costante esperienza tattile può stimolare una crescita il più possibile corretta: nuove ramificazioni neuronali si traducono in nuove prestazioni a vari livelli.
Applicando questo metodo viene dimostrato che non esiste un livello gerarchico diretto tra prestazioni a livelli più semplici ed altre a livelli più complessi (es. fasi evolutive iniziali e successive). Sotto questo aspetto il Metodo Affolter differisce da altri per il fatto di non avere una progressione a gradi. Vi è, tuttavia, un collegamento diretto tra radice e prestazioni, mentre il collegamento tra prestazioni diverse è indiretto in quanto passa attraverso la radice. Conseguentemente, le varie difficoltà che presenta il soggetto durante la gestione di una determinata situazione vengono viste nel quadro dello sviluppo generale e trattate da questo punto di vista. Disturbi di linguaggio, difficoltà ad eseguire azioni della vita di ogni giorno e problemi di adattamento a situazioni sociali sono il segnale di un disturbo più esteso: un disturbo dell’organizzazione cerebrale della percezione.
Un modello riabilitativo
Basandosi su quanto emerge dallo sviluppo in età evolutiva sono stati pensati interventi atti a favorire, nel soggetto con disturbi della percezione, la ricerca e l’elaborazione delle informazioni tattili in situazioni di problem-solving.
- Si bada innanzitutto alla postura che deve essere adeguata all’azione che ci si accinge a compiere e che deve consentire la massima intensità nella percezione delle informazioni tattili. Si promuove così l’esplorazione ambientale e si possono avanzare ipotesi sull’attività guidata che più si presta alla situazione. A guidare il soggetto durante l’azione possono essere terapeuti ma anche familiari appositamente istruiti.
- Le informazioni tattili, colte con l’aiuto della persona che guida il soggetto, permettono a quest’ultimo di acquisire conoscenze sia sull’attività stessa (causa/effetto) sia sulla posizione del proprio corpo rispetto all’ambiente.
- Spesso risulta più producente ed opportuno svolgere gli interventi riabilitativi all’interno dell’ambiente familiare ovvero in contesti che siano più significativi e per questo più efficaci dal punto di vista dell`apprendimento o della riabilitazione
Gli ambiti di lavoro possono essere:
- con neonati e bambini in età prescolare
- con bambini e adulti affetti da disturbi di linguaggio
- con bambini aventi difficoltà d’apprendimento o problemi scolastici
- con bambini che presentano problemi comportamentali
- con giovani con problemi nell’inserimento nel mondo del lavoro
- con bambini e adulti autistici
- con bambini con problemi di attenzione
- con bambini e adulti con traumi cranici e adulti colpiti da ictus o con danni cerebrali di altra natura
- con persone anziane affette da demenza
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